Inquinamento fotochimico: colpisce anche le piante

Con il termine inquinamento fotochimico (smog fotochimico) si fa riferimento a una miscela di composti inquinanti presente nei bassi strati della troposfera.

L’inquinamento fotochimico è dato dalla presenza di ossidi di azoto (NOx) e composti organici volatili (VOC), emessi nell’atmosfera da molti processi naturali od antropogenici, che vanno incontro ad un complesso sistema di reazioni fotochimiche indotte dalla luce ultravioletta presente nei raggi del sole; il tutto porta alla formazione di ozono (O3), perossiacetil nitrato (PAN), perossibenzoil nitrato (PBN), aldeidi e atri composti chimici inquinanti. L’inquinamento fotochimico oltre ad avere effetti negativi sull’uomo e sulla fauna, le piante nei parchi urbani e nei i boschi limitrofi alle città risultano particolarmente suscettibili allo smog fotochimico che provoca in esse:

  • riduzione e blocco della fotosintesi (una concentrazione pari a 0,1 ppm di ozono può ridurre la fotosintesi del 50%)
  • diminuzione della velocità di crescita
  • diminuzione della riproduzione
  • maggior suscettibilità all’attacco di insetti e parassiti
  • maggior sensibilità alla mancanza di nutrienti
  • minor resistenza alle avverse condizioni climatiche

Lo smog fotochimico comporta i seguenti effetti: danneggia i boschi limitrofi alle città e i parchi urbani che potrebbero contribuire a stoccare la CO2 e depurare l’aria rappresentando una delle principali condizioni avverse (e predisponenti al contempo) alla pratica della selvicoltura urbana. Analogamente lo smog fotochimico danneggia le campagne periurbane ed urbane. Per queste aree le coltivazioni subiscono come conseguenza rese minore dei raccolti ed una diminuzione anche in termini di qualità dei prodotti. Si avvicina l’inverno, e con l’aumentare dell’utilizzo del riscaldamento privato le emissioni in atmosfera aumento in modo sensibile nelle nostre città. Con pochi e semplici interventi di isolamento e con dei comportamenti attenti e responsabili, ricordiamoci che possiamo fare la nostra piccola parte. Che sommata a quella di tanti, diventa un elemento strategico per la riduzione di ogni tipo di impatto ambientale.

(di Arianna Saracco)

 

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