In poco più di 8 mesi, l’umanità ha consumato tutte le risorse che Terra riesce a rinnovare nel 2023. Vivremo a debito per i prossimi 120 giorni, usando le risorse del 2024.
Letteralmente, Overshoot Day significa “giorno dello sforamento”. Ciò che viene superata è la capacità del Pianeta, attraverso gli ecosistemi e i processi che sostengono la vita sulla Terra, di rinnovare le risorse che vengono utilizzate in un anno. La data del Giorno del debito ecologico, quindi, si sposta in avanti o indietro a seconda di quanto pesa l’impronta ecologica dell’umanità.
A calcolare l’ecological footprint e il giorno della ricorrenza è il Global Footprint Network. Come? Attraverso una serie di indicatori che vengono riassunti nella biocapacità della Terra. Per biocapacità si intendono tutte le risorse e i servizi che gli ecosistemi marini e terrestri riescono a fornire: dall’assorbimento e sequestro di CO2 al riempimento delle falde acquifere, dalla quantità di nutrienti presenti nel terreno all’impollinazione, alla regolazione del clima.
Da questi calcoli, l’organizzazione ricava ogni anno la data in cui ricorre il Giorno del debito ecologico. L’Overshoot Day 2023 cade il 2 agosto, leggermente meglio rispetto al 2022 quando era stato fissato al 28 luglio. Se si osserva l’andamento delle date, si nota che da circa un decennio il mondo sembra su un plateau: la data cade sempre a cavallo tra fine luglio e inizio agosto e la tendenza sembra sostanzialmente piatta: consumiamo le risorse di 1,7 Terre ogni anno.
In 50 anni abbiamo però “bruciato” 4 mesi. Nel 1970 l’Overshoot Day cadeva il 28 dicembre. La data è slittata a novembre già a metà di quel decennio, a metà anni ’80 si è arrivati a ottobre, mentre il 1999 è stato il primo anno in cui il Giorno del debito ecologico è stato fissato a settembre. Dal 2005 si è arrivati ad agosto.



