Acqua in Europa: infrastrutture, resilienza e sostenibilità al centro della transizione

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L’acqua è una risorsa essenziale per la salute, la qualità della vita, l’economia e gli ecosistemi. Eppure, dietro la semplicità di un gesto quotidiano come aprire un rubinetto o scaricare un lavandino, esiste una rete complessa di infrastrutture, competenze, energia e investimenti che oggi è sottoposta a pressioni crescenti.

Il report “Europe’s Water in Figures 2026” di EurEau fotografa un settore europeo capace di garantire livelli molto elevati di servizio, ma chiamato a rispondere a sfide decisive: cambiamento climatico, inquinanti emergenti, rinnovo delle reti, sicurezza delle infrastrutture, contenimento delle perdite e adeguamento normativo.

Un servizio essenziale, quasi universale

In Europa, il servizio idrico rappresenta una delle infrastrutture collettive più diffuse e rilevanti. Secondo il report, il 97% della popolazione è collegato alla rete pubblica di acqua potabile.

EurEau stima che oltre 550 milioni di persone dipendono ogni giorno da sistemi che assicurano disponibilità, qualità e continuità della risorsa idrica. Ma il dato quantitativo non deve far dimenticare la complessità della gestione: reti estese, impianti di potabilizzazione e depurazione, controlli analitici, manutenzioni e interventi di adeguamento richiedono pianificazione di lungo periodo e capacità di investimento.

Reti da rinnovare, investimenti da rafforzare

La priorità indicata dalle organizzazioni del settore è chiara: il rinnovo delle infrastrutture. È una sfida che riguarda sia le reti acquedottistiche sia quelle fognarie, spesso caratterizzate da una lunga vita utile e da esigenze manutentive crescenti.

I gestori europei investono mediamente 52,5 miliardi di euro all’anno nelle infrastrutture idriche, pari a circa 101,49 euro per abitante.

Il tema è particolarmente rilevante perché le infrastrutture idriche non si limitano a “trasportare acqua”: sono un presidio di salute pubblica, sicurezza ambientale, adattamento climatico e continuità dei servizi essenziali. Ritardare gli interventi di rinnovo significa trasferire costi, rischi e vulnerabilità alle generazioni future.

Efficienza idrica e perdite: progressi da consolidare

Il report restituisce anche un segnale incoraggiante: in Europa sono diminuite sia la produzione sia i consumi di acqua potabile. Rispetto al report del 2021, la produzione di acqua potabile è scesa del 5%, mentre i consumi fatturati e il consumo domestico pro capite sono diminuiti del 9%.

Il consumo domestico medio europeo si attesta a 130,2 litri per abitante al giorno, mentre nell’UE27 è pari a 127,2 litri. Questa riduzione contribuisce ad alleggerire la pressione quantitativa sulle risorse idriche, soprattutto in territori sempre più esposti a siccità, temperature elevate e irregolarità delle precipitazioni.

Inquinanti emergenti e cambiamento climatico

La qualità della risorsa idrica è minacciata da fattori tradizionali e nuovi. Tra le principali preoccupazioni del comparto emergono pesticidi, nitrati e soprattutto micropollutanti, inclusi i PFAS, sostanze persistenti che richiedono approcci di prevenzione, monitoraggio e trattamento sempre più avanzati.

Parallelamente, il cambiamento climatico modifica la disponibilità e la distribuzione dell’acqua.

Periodi prolungati di siccità, eventi meteorologici intensi, allagamenti e fenomeni di stress idrico rendono necessario ripensare la pianificazione dei sistemi idrici in un’ottica di resilienza territoriale.

In questo contesto assumono valore strategico:

  • La tutela delle fonti e dei corpi idrici.
  • Il monitoraggio ambientale e idrologico.
  • La valutazione preventiva dei rischi climatici.
  • La gestione integrata delle acque meteoriche e reflue.
  • Il riuso dell’acqua trattata, dove tecnicamente e normativamente appropriato.
  • L’integrazione tra infrastrutture grigie, soluzioni basate sulla natura e pianificazione del verde.

Dalla gestione dell’acqua alla resilienza dei territori

Il report EurEau ricorda che l’acqua non è soltanto una commodity, ma un’infrastruttura naturale e tecnica da proteggere attraverso una visione integrata. La qualità della risorsa, la funzionalità delle reti, la depurazione, la biodiversità e la capacità dei territori di adattarsi agli impatti climatici sono elementi profondamente connessi.

Per Anthemis, questo approccio è pienamente coerente con l’impegno nella progettazione ambientale, nel monitoraggio, nella valutazione dei rischi e nella consulenza per la sostenibilità. Affiancare imprese, enti e progettisti significa contribuire a trasformare gli obblighi ambientali in strumenti concreti di prevenzione, conformità, tutela del territorio e creazione di valore duraturo.

La sfida dei prossimi anni sarà rendere i sistemi idrici più efficienti, resilienti e capaci di affrontare condizioni ambientali sempre più variabili. Serviranno investimenti, competenze multidisciplinari, dati affidabili e una pianificazione che riconosca all’acqua il suo reale valore: una risorsa limitata, un bene comune e una condizione indispensabile per lo sviluppo sostenibile.

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