Ambiente, clima ed energia al vertice G20 di Napoli

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Tra il 22 e il 23 luglio 2021 i 20 Paesi con le economie più avanzate si sono riuniti a Napoli per la ministeriale Ambiente, Clima ed Energia, occasione per discutere – anche in vista della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici del 2021 (COP26) in calendario per l’autunno a Glasgow – alcuni temi di scottante attualità:

  • la tutela della biodiversità, la protezione del capitale naturale ed il ripristino degli ecosistemi;
  • la promozione dell’economia circolare ed un uso più efficiente delle risorse;
  • una finanza più allineata ai binari dello sviluppo sostenibile;
  • il contenimento del riscaldamento globale entro limiti ancora più stringenti di quelli fissati in precedenza;
  • l’accelerazione nella eliminazione del carbone dalla produzione energetica.

Il primo giorno dell’adunanza nel capoluogo partenopeo si è concluso con un accordo sull’ambiente articolato in 10 Linee guida:

  1. soluzioni naturali per il clima;
  2. contrasto al degrado del suolo;
  3. sicurezza alimentare;
  4. uso sostenibile delle risorse idriche;
  5. tutela degli oceani;
  6. contrasto alla plastica in mare;
  7. economia circolare;
  8. città sostenibili;
  9. educazione;
  10. “finanza verde”.

In concreto, le linee tracciate dal Comunicato Ambiente dovrebbero tradursi in obiettivi che spaziano da progetti integrati di gestione delle risorse idriche al raddoppio della circolarità dei materiali con obiettivo volontario entro il 2030, dai tentativi di recupero di almeno il 50% dei territori degradati a programmi di formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sulla questione ambientale. Quanto alla finanza verde, si parla di creare sinergie tra i flussi finanziari destinati al clima, alla biodiversità e agli ecosistemi e allineare gli investimenti verso lo sviluppo e la crescita sostenibili.

Il giorno successivo, in punto clima ed energia, la situazione si è arenata ma, all’esito di una lunga mediazione, si è giunti ad un documento di intesa attorno a 58 punti su 60. Il risultante Comunicato Clima ed Energia conferma tutti gli obiettivi già sottoscritti nell’accordo di Parigi e, quindi, l’impegno a mantenere l’innalzamento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi rispetto al periodo preindustriale. A causa della contrarietà di alcuni Paesi tra i quali India, Cina e Russia, non si è, invece, raggiunto l’accordo unanime sulla decisione di contenere il riscaldamento globale entro gli 1,5°C al 2030 (come indicato dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) e sulla decarbonizzazione entro il 2025. Pertanto, su questi due temi la discussione è stata rimandata a ottobre, quando a Roma si terrà il G20 dei Capi di Stato e di Governo. Questo nonostante l’aperto appello di alcune associazioni ambientaliste, che hanno minacciato di proseguire la battaglia per la giustizia climatica con tutti gli strumenti a disposizione, inclusi quelli legali, in caso di mancata adozione di un pacchetto post-pandemico che affronti di petto l’emergenza climatica.

Secondo il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, alcune ambiziose aspettative, fortemente caldeggiate dall’Italia, sono state disattese, tuttavia le 20 potenze si sono trovate a dover fare i conti con la realtà (come le disastrose alluvioni verificatesi in Germania e in Cina per effetto dei cambiamenti climatici) in quella che è stata la prima adunanza del periodo post-Covid ed ammette che, allo stato attuale, “oltre non si poteva andare“.

Anthemis Environment segue sempre con attenzione lo sviluppo delle discussioni politiche e normative in materia ambientale al fine di poter fornire alla propria clientela elevati standard di qualità del servizio.

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