Boschi urbani spontanei: mosaici di verde urbano non intenzionale

I wild urban woodlands, boschi urbani spontanei, si formano nelle pertinenze delle aree industriali e militari dismesse, nei cantieri edili non ripristinati, negli incolti e derivano da processi culturali ed ecologici non programmati, né prevedibili.

Queste conformazioni vegetali sono state oggetto di vari studi all’estero, volti a sottolinearne l’importanza nel completamento dell’offerta di servizi ecosistemici erogati dall’infrastruttura verde; possono infatti contribuire alla conservazione della biodiversità, alla ricucitura paesaggistica e al contrasto del fenomeno dell’isola di calore urbana, al ripristino di suoli degradati o contaminati, oltre a prestarsi come luogo adatto ad attività didattiche e ricreative.

Inoltre, presentano caratteristiche profondamente diverse, ma rappresentano tutti nuove opportunità (a costo zero) per gli ecosistemi urbani, contribuendo a perseguire gli obiettivi delle politiche di rigenerazione urbana, come il recupero di suolo precedentemente consumato e offrendo occasioni di coinvolgimento della comunità dei cittadini nella conservazione e valorizzazione del verde. Dove queste dinamiche non sono possibili, si può però ricorrere alla riforestazione urbana promossa dal Decreto 9 ottobre 2020.

Anthemis Environment, grazie alla presenza di figure professionali qualificate, è in grado di fornire consulenze in tale ambito, tramite la redazione di progetti di forestazione urbana e di aumento della naturalità in ambienti degradati.

(di Arianna Giovine)
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