Di fronte al costante aumento delle emissioni di CO₂ in atmosfera e agli eventi catastrofici conseguenti al cambiamento climatico, le organizzazioni si stanno sempre di più impegnando a ridurre le proprie emissioni.
Tra le molteplici strategie di riduzione e compensazione delle emissioni di gas serra troviamo l’obiettivo dell’Unione Europea di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, ma negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di carbon negative.
Ma che differenza c’è tra carbon neutrality e carbon negative?
Raggiungere la carbon neutrality significa annullare le proprie emissioni e rendere quindi le proprie attività non impattanti per il clima. La carbon neutrality non è altro che il risultato del bilanciamento tra le emissioni di anidride carbonica generate e le emissioni riassorbite.
Con carbon negative, invece, si intende una compensazione di anidride carbonica superiore al proprio impatto ambientale. Ciò significa che l’organizzazione non è solo in grado di neutralizzare le proprie emissioni di carbonio, ma prenderà anche provvedimenti per garantire che venga rimossa ulteriore anidride carbonica dall’atmosfera. La strategia carbon negative ha quindi un obiettivo più ambizioso rispetto alla carbon neutrality e consente anche di avere effetti positivi sull’ambiente.
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