COME STANNO LE FORESTE EUROPEE?

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Quando si parla di patrimoni forestali in pericolo si tende a pensare subito all’Amazzonia, al Brasile, oppure all’Asia, ai vulnerabili panda nelle foreste di Bambù gigante, alla deforestazione in Congo. Ma anche in Europa resistono alcune roccaforti di biodiversità e vetustà, foreste protette da tempo studiate da esperti ecologhi e selvicoltori.

Il progressivo sfruttamento dei suoli per attività agricole e industriali ha comportato in Europa un enorme cambiamento dei paesaggi boschivi, di cui a un certo punto non era più chiaro quanto fosse sopravvissuto e dove. Fino a pochi anni fa le informazioni erano poche e frammentate, suddivise per singoli paesi.

Così, il ricercatore Francesco Maria Sabatini si è dedicato alla raccolta e armonizzazione cartografica di tutti i dati disponibili in Europa sulle foreste vetuste e primarie, pubblicando lo studio “Protection gaps and restoration opportunities for primary forests in Europe” nel 2020.

Secondo lo studio su 1.770.381 km quadrati di foreste, quelle primarie sono l’1.99% e solo una scarsa metà sono effettiva protezione legale. Questi luoghi sono di importanza focale per la conservazione della biodiversità animale, vegetale e fungina e purtroppo sono numerosi gli esempi di distruzione.

Per esempio la foresta planiziale di Białowieża, tra Polonia e Bielorussia, si è conservata nei secoli a causa di complesse dinamiche politiche e storiche, oggi minacciata da politiche di taglio e disboscamento per cui la Commissione Europea ha minacciato di sanzioni il governo Polacco. O ancora, fulgido esempio è la distruzione del patrimonio forestale Romeno distrutto dall’avidità, dal taglio e commercio illegale  di legname per cui si uccide (https://www.greenme.it/ambiente/attivisti-uccisi-romania/).

In Italia le foreste vetuste vengono riconosciute sempre con maggiore importanza. E’ infatti solo dell’anno scorso l’integrazione di nuove faggete italiane da parte dell’UNESCO come Patrimonio Mondale. Ad oggi sono dunque 13: Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe e Val Fondillo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Cozzo Ferriero e Pollinello nel Parco Nazionale del Pollino; Falascone e Pavari-Sfilzi nella Foresta Umbra, nel Parco Nazionale del Gargano; Monte Cimino (Viterbo); Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo) e Sasso Fratino, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la Valle Infernale nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Il raggiungimento di una gestione forestale sostenibile non può prescindere dalla corretta gestione dei boschi, siano essi produttivi o di protezione, cedui o fustaie. Anthemis Environment Srl guida i propri clienti, privati o enti pubblici, nella corretta gestione forestale con particolare riguardo per la biodiversità e la conservazione degli Habitat.

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