Riforestazione urbana: gli alberi “sbagliati” per contrastare i cambiamenti climatici

Nella corsa all’ossigeno e ai crediti di carbonio che assicura la riforestazione urbana e i rimboschimenti di massa, l’errore è dietro l’angolo. Infatti, un nuovo “arrivato” rischia sempre di alterare gli equilibri della natura e, anche con le migliori intenzioni, si possono fare danni irreparabili alla biodiversità dell’ambiente.

È quello che sta accadendo nel Regno Unito dove è stato realizzato dal governo un piano di riforestazione da 30 mila ettari all’anno per azzerare le emissioni entro il 2050. Nel nord-est dell’Inghilterra sono state piantate conifere un po’ dappertutto anche in prossimità di ambienti delicati come torbiere, praterie spontanee e altri habitat rari. Un centinaio di specie autoctone, tra flora e fauna, ora rischiano il declino a causa di questi alberi.

Ma quello che accade oggi oltremanica è già successo in Italia, sessant’anni fa. Infatti, nel dopoguerra è scoppiato il boom del pino nero austriaco: quasi un milione e mezzo di ettari devastati durante il conflitto sono stati riforestati con pinete artificiali di questa specie secondo i calcoli del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Facile da coltivare in vivaio, albero pioniere che tende ad occupare gli spazi vuoti, il pino nero è una difesa naturale contro il rischio idrogeologico per le sue capacità di assorbimento dell’acqua. Tutto bene se non se fosse che oggi, queste nuove foreste sono piuttosto malandate.

Discorso analogo può essere fatto per l’ailanto: introdotto dalla Cina nel Settecento per produrre la seta con il lepidottero Samia cynthia, oggi è una tra le piante invasive numero uno in Europa e Nord America. Un esemplare femminile produce 300 mila semi all’anno mentre le foglie hanno sostanze allelopatiche in grado di causare la morte di insetti e altri animali.

È bene, quindi, seguire alcune semplici regole per piantare alberi nella maniera corretta, quali ad esempio:

  • proteggere le foreste esistenti,
  • garantire la biodiversità,
  • scegliere l’area giusta,
  • selezionare gli alberi giusti
  • rendere il progetto di impianto sostenibile.

Anthemis Environment, grazie ad all’esperienza decennale nel settore, fornisce servizi professionali per i progetti di riforestazione urbana, selezionando le specie idonee al sito di intervento e favorendo la sostenibilità del progetto.

(di Arianna Giovine)
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