Da pochi giorni in Grecia è partito il primo dei progetti della “GR-Eco initiative”, un ambizioso piano di riassetto energetico da realizzare nelle isole greche.
La capofila sarà la piccola isola di Halki (anche nota come Chalki), la più piccola delle isole del Dodecaneso. Halki ha circa 500 residenti stabili e come anche la sua vicina maggiore, Rodi, l’isola non è connessa alla rete elettrica della terraferma e di norma la generazione di elettricità è affidata a generatori a gasolio; con questa iniziativa invece l’energia necessaria sarà totalmente prodotta in loco.
Nelle speranze dei promotori l’esperienza è solo il principio di un processo di conversione energetica che porterà le isole greche a sfruttare energia da fonti rinnovabili, realizzando delle comunità energetiche green e stabilendo nuovi contatti con la rete energetica del continente.
Alla comunità dell’isola di Halki, in quanto primi partecipanti al programma, sarà donato un sistema di generazione di energia a pannelli solari da un megawatt, una piccola flotta di auto elettriche in dotazione alla polizia locale (con relative stazioni di ricarica) e una rete 5G. Per i privati sono previsti incentivi all’acquisto di veicoli completamente elettrici. A realizzare il tutto una partecipazione tra l’azienda statale dell’energia e soggetti privati greci, francesi e inglesi; con un investimento complessivo di 1.5 milioni di euro.
La transizione green delle isole greche è un obiettivo strategico per il governo ellenico, che promette ricadute positive su tutta la nazione a livello di prezzi dei carburanti, almeno nelle parole del presidente greco Kyriakos Mitsotakis, che ha fatto del progetto il suo biglietto da visita per la Cop26.



