MASCHERINE E CAMICI USATI POSSONO DIVENTARE “STRADE”

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Con l’avvento del Covid 19 sono notevolmente aumentati i volumi di DPI (mascherine e camici) che vengono consumati ogni giorno e di conseguenza che diventano rifiuti.

Una ricerca congiunta tra l’Università della Tuscia e l’Università di Bergamo ha vinto un bando del Ministero della Transizione Ecologica per il finanziamento di attività di ricerca volte alla riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso.

Il progetto che prende il nome di SUPRA (Single Use PPE Reinforced Asphalt) apre ad uno nuovo scenario di economia circolare, ovvero convertire in risorsa i rifiuti plastici derivati da mascherine e camici per la preparazione di asfalti rinforzati.

Con il materiale, opportunamente trattato, i ricercatori hanno l’obiettivo di preparare “asfalti rinforzati con performance migliori in termini di resistenza alla frattura e vita utile” in confronto ai tradizionali asfalti non rinforzati, e di pari o migliore livello in confronto ad asfalti rinforzati con altre tipologie di materiali comunemente impiegati in questo settore, quali ad esempio fibra di vetro o cellulosa.

Questo tipo di progetto potrebbe portare vantaggi alle aziende coinvolte nella gestione dei rifiuti, in quanto potranno trasformare i rifiuti in risorse dal valore aggiunto, ai produttori di asfalti poiché potranno sostituire i rinforzi attualmente utilizzati con un altro materiale a costo inferiore, ma con performance uguali, se non migliori, ai gestori delle strade che potranno ridurre i costi delle manutenzioni delle pavimentazioni stradali ed infine per le amministrazioni pubbliche che potranno anch’esse avere dei benefici sulla riduzione dei costi di manutenzione.

(di Martina Davi)

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