L’agenzia statunitense ha avviato un progetto pilota per rilevare via satellite l’apporto delle emissioni e delle rimozioni di gas climalteranti dei singoli Stati.
Lo studio, riportato su Earth System Science Data, ha mappato il budget di CO2 di più di 100 paesi per il periodo 2015-2020. In particolare, sono stati utilizzati i satelliti della missione Orbiting Carbon Observatory-2 (OCO-2), integrati da una rete di rilevatori a terra.
Le nostre stime top-down forniscono una stima indipendente di queste emissioni e delle rimozioni, quindi, sebbene non possano sostituire la comprensione dettagliata dei processi dei metodi tradizionali bottom-up, possiamo verificare la coerenza di entrambi gli approcci”, ha dichiarato Philippe Ciais, co-autore dello studio e direttore della ricerca.
Si tratta quindi di uno strumento complementare, utile alla verifica inventari nazionali che gli aderenti all’accordo di Parigi debbono presentare all’UNFCCC. Inoltre, permette di reperire dati anche su quei paesi che non producono una reportistica puntuale, per mancanza di risorse o di una rete di monitoraggio.
Infine, questa metodologia si è dimostrata efficace per monitorare le variazioni emissive dovute al cambio di destinazione d’uso dei suoli, difficili da stimare in altri modi.



