Nuova direttiva Reporting di Sostenibilità

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Non-Financial Reporting Directive (NFRD, 2014/95/EU) verrà sostituito dal nuovo Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Ma di cosa si tratta?

è la nuova normativa che disciplina i criteri e le modalità con le aziende devono rendicontare l’aderenza delle loro attività a determinati criteri di sostenibilità.

I sui principali obiettivi sono:

  • arginare il greenwashing,
  • aumentare trasparenza e comparabilità,
  • permettere l’implementazione del Piano d’azione per la finanza sostenibile e il Green Deal.

Chi è soggetto a seguire il CSRD?

Tutte le grandi società e tutte le società quotate nei mercati regolamentati (escluse le microimprese quotate).

In dettaglio:

1 gennaio 2024 per le società già soggette alla direttiva sull’informativa non finanziaria;
1 gennaio 2025 per le grandi imprese che attualmente non sono soggette alla direttiva sull’informativa non finanziaria;
1 gennaio 2026 per le piccole e medie imprese quotate, gli enti creditizi di piccole dimensioni e non complessi e alcune imprese di assicurazioni;
mentre le altre piccole e medie imprese possono aspettare fino al 2028.

Comprese le aziende non europee con un fatturato netto di 150 milioni di euro all’interno dell’Unione europea, e che hanno almeno una filiale o una succursale nel Vecchio Continente, saranno soggette alla direttiva.

Le principali novità riguardano:

  • il campo di applicazione,
  • la revisione,
  • gli standards di reporting,
  • il tag digitale
  • l’introduzione del concetto della doppia materialità.

Le informazioni riportate devono essere sottoposte ad una revisione indipendente. Il report dovrà essere basato sugli standard obbligatori di rendicontazione della sostenibilità dell’Unione europea, gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Da ottobre 2022 dovrebbe essere adottata la prima serie di standard.

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