Ogni anno tre giga tonnellate di carbonio (circa 1/3 delle emissioni dovute ad attività antropiche) vengono “assorbite” da mari e oceani, questa capacità tuttavia sta determinando una rapida acidificazione delle acque, con effetti dannosi su molte delle specie marine.
Una prima soluzione al problema potrebbe arrivare dallo studio presentato alla riunione autunnale dell’American Chemical Society (ACS) da alcuni ricercatori della Western Michigan University. Gli scienziati hanno, infatti, sviluppato e sintetizzato alcune molecole trappola per catturare la CO2 disciolta in acqua, alcuni inquinanti tossici e ioni bicarbonato in per poi rimuoverli facilmente e potenzialmente riciclarli.
Questi composti prendono il nome di nanojars e sono costituiti da uno ione rame, un gruppo pirazolo (composto eterociclico aromatico) e un idrossido in unità ripetitive, sospese in un solvente organico. Per la precisone le molecole si avvolgono intorno al bersaglio, formando uno strato organico; e poiché l’acqua e gli strati organici non si mescolano, possono essere facilmente separati. Trattando lo strato con un acido debole, i nanojar si sfaldano, rilasciando gli anioni per lo smaltimento o il riciclaggio. Queste molecole possono anche essere personalizzate per migliorare la cattura di specifici ioni con maggiore forza.
Per esempio alcuni ioni, come il fosfato, potrebbero essere riciclati per scopi utili, come la sintesi di fertilizzanti. Il carbonato potrebbe invece essere riciclato per produrre solventi “verdi”, per l’estrazione stessa dei nanojar.



