RIFORMA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA

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Dopo quasi tre anni di negoziati, il 23 novembre 2021 il Parlamento Europeo ha approvato la riforma della Politica Agricola Comune (PAC).

Le ultime modifiche apportate sono orientate verso una maggiore attenzione per le tematiche ambientali. Come riporta la testata Il Messaggero, la novità principale risulta essere il ruolo degli Stati, che entro dicembre saranno tenuti a redigere e sottoporre alla Commissione europea i piani strategici per lo sviluppo dell’agricoltura nazionale. Questi dovranno essere in linea con le leggi europee in materia ambientale e climatica e con gli obiettivi comunitari di biodiversità. Gli Stati Membri dovranno poi destinare obbligatoriamente parte dei finanziamenti ottenuti a misure climatiche e ambientale.

La nuova politica comunitaria mira anche a supportare maggiormente le piccole-medio imprese, a cui verrà garantito almeno il 10% dei pagamenti diretti, e i giovani imprenditori, a cui sarò destinato almeno il 3% del budget della PAC.

Le regole attualmente vigenti in materia di Politica agricola comunitaria saranno estese fino alla fine del 2020 e verranno poi sostituite da regole transitorie fino al 2022. Le nuove regole entreranno infine in vigore dal primo gennaio 2023 dopo l’approvazione da parte del Consiglio europeo.

(LUCA GAGLIARDI)

 

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