Anthemis Environment SRL non lavora solo con gli alberi… ma anche con le erbacee! Grazie alle competenze scientifiche dei nostri tecnici, siamo in grado di affrontare anche i lavori più di dettaglio. In questo articolo parleremo infatti di alcune attività estive in cui siamo stati coinvolti.
Durante i mesi di giugno, luglio e agosto i nostri tecnici hanno effettuato una trasferta in Emilia Romagna e in Toscana, sull’Appennino. Il lavoro è stato quello di individuare la presenza o meno di habitat di interesse comunitario, al fine di agevolare l’istruttoria autorizzativa per lo smantellamento e la nuova costruzione di sostegni per linee elettriche.

Durante l’avvicinamento ai siti di indagine, qualche volta la situazione è diventata “spinosa”: nella foto, una suggestione collinare con vegetazione arboreo-arbustiva a prevalenza di cerro, pero selvatico, biancospino, ligustro e prugnolo.
L’obiettivo è stato perseguito applicando la metodologia dei rilievi fitosociologici elaborata da Bran-Blanquet (1928, 1951, 1964) su circa 40 siti in ZSC (Zone speciale di conservazione) distribuiti sul territorio di 8 Comuni. Il rilievo fitosociologico è un inventario floristico accompagnato da coefficienti quantitativi e qualitativi (abbondanza-dominanza) e da informazioni ecologiche.
L’abbondanza è una stima del numero di individui di ciascuna specie contenuto nel rilievo mentre la dominanza è una valutazione della superficie o del volume occupato dagli individui della specie entro il rilievo. Questi due caratteri sono valutati in base alla scala proposta da Braun-Blanquet.

Alcuni ambienti più aperti nei pressi dei sostegni analizzati riservano sorprese: nella foto un esemplare di Ophrys apifera.
A ciascuna entità sono associate la forma biologica secondo Raunkiaer (1905) e il tipo corologico secondo Pignatti (1982, 2017). La forma biologica sintetizza l’informazione relativa al portamento della pianta e agli adattamenti (con particolare riferimento alla difesa delle gemme) di cui questa dispone per superare la stagione avversa.
Successivamente i dati floristico-vegetazionale sono stati analizzati per determinare l’effettiva di presenza di Habitat e infine è stata redatta una Carta degli Habitat e dell’Uso del Suolo di dettaglio.
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Il lavoro ha permesso al nostro cliente di concentrare le proprie risorse tecnico-economiche sui siti ove è effettivamente presente Habitat di interesse comunitario, permettendo risparmio di tempo e risorse nelle successive procedure di permitting.



