Città sempre più verdi in contrasto al cambiamento climatico

Il discorso sul cambiamento climatico ha visto, negli ultimi tempi, uno spostamento delle discussioni dal livello scientifico, alla politica e, infine ai social network, e ha preso spesso, una piega ideologica.

A livello scientifico non c’è dubbio che il sistema migliore per ridurre l’inquinamento e gli effetti del cambiamento climatico sia la riduzione delle emissioni, e che l’unico mezzo per ridurre l’entropia delle nostre città è arricchire il patrimonio arboreo in termini non solo quantitativi (più alberi, più superfici verdi), ma anche qualitativi (alberi più adatti al clima futuro, più resilienti, più efficienti dal punto di vista della fornitura di benefici, ecc.), rendendo l’ambiente urbano più sano.

Gli alberi, dunque, sono la principale soluzione nel breve-medio periodo, ma devono far parte di una strategia più ampia per promuovere un modello di città “verde”, sostenibile e dinamica, che miri a “gestire l’inevitabile” (con strategie di mitigazione volte a prevenire il climate change come, ad esempio ridurre le emissioni, sviluppare trasporti sostenibili, costruire edifici efficienti in termini energetici, far crescere le fonti rinnovabili) ed “evitare l’ingestibile” (con strategie di adattamento volte a rispondere agli impatti del climate-change, come cambiamenti nelle politiche di pianificazione, gestione del deflusso delle acque, messa a dimora di alberi/arbusti con elevata rusticità e resilienza).

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(di Arianna Giovine)
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