450 milioni dal PNRR per sviluppare la filiera dell’idrogeno verde

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Il ministro della Transizione Ecologica ha firmato il Decreto che dà attuazione all’Investimento 5.2 (M2C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura mette a disposizione 450 milioni di euro per finanziare progetti finalizzati allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde.

Nello specifico, dei 450 milioni complessivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, vengono assegnati:

– 250 milioni a progetti IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) per la realizzazione di impianti per la produzione di elettrolizzatori;

– 200 milioni ad ulteriori progetti che saranno selezionati attraverso bandi pubblici di prossima pubblicazione, finalizzati alla realizzazione sia di ulteriori impianti per la produzione di elettrolizzatori, sia di impianti per la produzione di componenti a servizi degli elettrolizzatori stessi.

Questi fondi serviranno allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde, fondamentale nel processo di decarbonizzazione di industria, terziario e trasporti

Il Decreto mira a realizzare entro giugno 2026 una filiera tutta italiana con stabilimenti che producano elettrolizzatori, i macchinari che consentono di separare l’idrogeno dall’ossigeno presente nell’acqua non utilizzando combustibili fossili ma energie rinnovabili, e componenti associati. L’obbiettivo è quello di installare una potenza complessiva annua di almeno 1 GW, che consentirà di soddisfare la domanda di idrogeno verde.

Ad oggi, è già stato definito un accordo di programma con L’ENEA. Secondo quanto riportato da diverse agenzie di stampa, l’accordo prevede un contributo massimo di 110 milioni di euro per le attività di un Piano operativo di ricerca. Inoltre, entro il 24 giugno saranno concluse le procedure di aggiudicazione dei bandi rivolti a imprese relativi ai progetti di ricerca sull’idrogeno (i termini per la partecipazione sono scaduti un paio di settimane fa).

Attraverso questo investimento l’Italia punta “a espandere il mercato dell’idrogeno e a diventare leader in un settore altamente innovativo, creando nuove competenze e posti di lavoro”, spiega il Mite.

(Carola Stanganello)

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