Si è concluso l’iter di approvazione del Piano della transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai). La notizia arriva a pochi giorni di distanza da quando è stata formulata la proposta finale della Commissione Ue di includere gas e nucleare nella tassonomia (di cui abbiamo parlato in questo post).
Il Pitesai ha l’obiettivo di fornire regole certe agli operatori e di accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale definendo le priorità sia in un’ottica di decarbonizzazione – in linea con gli accordi internazionali sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità – sia del fabbisogno energetico. È importante sottolineare che, nella realizzazione del Piano, si è tenuto conto dei criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Il Piano individua quelle aree in cui è consentito lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale e stabilisce un sostanziale stop a nuovi permessi per il petrolio. Si tratta di un primo passo verso l’incremento della produzione del gas italiano, uno degli strumenti governativi per contrastare il caro energia.
Tra le aree che non potranno più essere interessate da attività di ricerca e coltivazione ci sono alcune Regioni come Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Liguria, Umbria, in parte Toscana e Sardegna, e una parte della superficie marina sottoposta a giurisdizione italiana.
(di Paolo Oberto)



