Avevamo già parlato in un precedente articolo (link) dell’impronta ecologica digitale delle nostre abitudini quotidiane: azioni come guardare film in streaming, fare videochiamate, scorrere la home di Facebook e inviare mail contribuiscono ampiamente ai cambiamenti climatici.
La Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha sviluppato uno strumento per misurare la sostenibilità digitale di persone, organizzazioni e territori: il Digital Sustainability Index (DiSI).
L’indice è stato costruito a partire da interviste a un campione rappresentativo della popolazione nazionale. I risultati ottenuti differenziano la popolazione in quattro profili:
- Sostenibili digitali: coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti orientati alla sostenibilità ed usano gli strumenti digitali;
- Sostenibili analogici: coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti orientati alla sostenibilità ma non usano gli strumenti digitali;
- Insostenibili digitali: coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti non orientati alla sostenibilità, ma usano strumento digitali;
- Insostenibili analogici: coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti non orientati alla sostenibilità, né usano strumento digitali.
L’obiettivo dell’indice è quello di mostrare la consapevolezza dell’utilità degli strumenti digitali per assumere comportamenti virtuosi.
Le pratiche e gli atteggiamenti misurati sono l’economia circolare, l’utilizzo di strumenti per il risparmio energetico, di piattaforme di sharing, il fair commerce e altri tipi di comportamenti sostenibili.
Il DiSI può essere uno strumento utile alle Amministrazioni per comprendere su quali leve agire per supportare i cittadini nel percorso di comprensione del ruolo della sostenibilità digitale e dei suoi vantaggi.
Anthemis Environment fornisce supporto e consulenza alle aziende per migliorare le performance ambientali e intraprendere un approccio più consapevole dei propri impatti sul Pianeta.



